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Awakenings
lunedì, 11 maggio 2009, ore 02:05
E' primavera, finalmente. Il mio blog - e non solo - ha bisogno di (ri)cominciare a vivere. Mi aggiro per casa con un’incontrollabile voglia di fare, una di quelle che possono venirmi solo quando la luna piena è alta in cielo già da un pezzo e il caos dentro di me cerca di straripare dai deboli argini del silenzio della notte. Mi risveglio dopo un inverno che sembrava non voler più finire, appesantita, goffa e stanca, ma un’irresistibile brama di vita mi accende di una luce che voglio non si affievolisca al prossimo sorgere del sole. Da giorni sento l’esigenza di un cambiamento, di una svolta che possa davvero segnare un nuovo inizio, che mi aiuti una volta per tutte a liberare quanto di meglio possiedo e che attende gli si apra uno spiraglio per ritrovare la libertà. C’è una parte di me che ancora non conosco, ma che sento potrebbe dare a me e agli altri cose straordinarie se solo non la ostacolassi, con i miei stupidi timori e le mie smanie di perfezione, nel mostrarsi in tutta la sua bellezza. E mi chiedo continuamente che cosa io stia aspettando per far sì che le cose vadano come voglio, perché so bene che dipende solo da me, qui ed ora, ciò che posso scegliere di essere o di diventare. Mi capita troppo spesso di retrocedere sullo sfondo, mentre il tempo vola via inafferrabile, e di sentirmi una spettatrice della mia vita piuttosto che protagonista, osservandola fin nei minimi dettagli per cercare fuori di me quel particolare, quella impercettibile sfumatura che mi manca per fare di me “qualcuno”, perché possa capire davvero chi sono e dove voglio andare. Mi perdo tra i pensieri, mi confondo tra la gente, smetto di credere che essere né più né meno di ciò che già sono potrebbe voler dire aver trovato la strada giusta da intraprendere. E soltanto per brevissimi istanti mi rendo conto di quanto il mio modo di fare sia sbagliato. Penso a tutto questo mentre Geri Allen e il suo trio sono davanti ai miei occhi, dentro le mie orecchie e mi fanno andare il respiro a tempo con le loro note, mentre quella forza della natura di Maurice Chestnut compie la magia di trasformare ogni cellula del suo corpo in ritmo allo stato puro. E’ curioso come sia sempre la Musica a risvegliare in me i moti più tumultuosi; lei che non smette mai di essere, mio malgrado, il perché di tutto ciò che mi scorre sotto la pelle. Lei che potrebbe darmi gioia e liberazione se solo la accettassi come ragione e regola delle mie giornate, ma che mi provoca molto più spesso dolore e frustrazione perché non riesce ad imporsi sull’indolenza e il senso di colpa che la tengono prigioniera. Lei che mi fa stare sveglia di notte, rubandomi l’energia che potrei - e dovrei - dedicarle di giorno; lei che mi inganna, facendomi credere di poterne non avere costantemente e disperatamente bisogno, e mi mostra la verità per attimi così effimeri da non lasciarne traccia nel più remoto ricordo. La verità è che, quando mi sarò finalmente svegliata dal torpore di cui sono schiava, guarderò ai miei 8 esami da superare, al presunto saggio di violino alle porte, alla Capitale che mi circonda con i suoi mille volti nascosti, alle amicizie, all’amore, al centinaio scarso di mattonelle su cui ho scelto di costruire, ramoscello dopo ramoscello, il mio nido… a queste e a tante altre cose, non più come sfocati fotogrammi che mi scorrono davanti e affollano i pensieri, ma come opportunità che non ritornano e che non posso permettermi di rimpangere, un giorno, di non aver afferrato. così parlò ausrufezeichen. commenti
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Veronique, c'est moi
Sono io. Non posso essere altrimenti che così e per alcuni versi ne vado fiera. Perché nel mondo di sterili ed apatici scheletri senza volto e senza nome in cui viviamo, sono contenta di avere una personalità, seppure inevitabilmente imperfetta e soggetta all’errore. Due o tre cose che so di me: amo l’Arte nella sua più profonda essenza, suono il violino da quando avevo 4 anni e desidero con tutta me stessa che la Musica non smetta mai di essere il motore della mia esistenza. Innamorata della vita, dell’Amore, della mia famiglia, della cultura, ho dei valori nei quali non mi sono ancora stancata di credere. L’ignoto mi attrae e spaventa allo stesso tempo, ma credo fermamente che proprio l’impossibilità di conoscere ciò che la vita ci riserva la renda davvero degna di essere vissuta.
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bloggometro
close your eyes and listen
qualche buon motivo
la mia mamma. la mia famiglia. l'Amicizia. la Musica. l'Arte, in ogni sua forma. le coccole! le sorprese. l'immensità di un cielo stellato. la voce del mare. le bolle di sapone. il profumo dei libri. viaggiare. il mio disOrdine. il silenzio della notte. le nuove idee.per amare questo mondo ![]() nuvole nere sul mio cielo
gli addii. l'ipocrisia. l'invidia. l'ignoranza. il mio orgoglio. le mie debolezze. la solitudine. la cecità dei normali. le formalità. avere paura. non poter dire ciò che penso. perdermi, in tutti i sensi.
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the pigs are coming
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