Il post più lungo della storia
martedì, 26 agosto 2008, ore 02:28

Sono stufa di annunciare che finalmente sono tornata, che non mi pare vero sia trascorso così tanto tempo dall’ultima volta qui e che siano successe una miriade di cose, troppe da raccontare d’un fiato. Stufa di dire per l'ennesima volta che odio i riassunti e che mi impegnerò a scrivere più spesso. Stufa di aspettarmi che stiate trepidando in attesa di aggiornamenti sulla mia vita. Soprattutto, immagino siate stufi anche voi di leggere i soliti preamboli e le trite e ritrite conclusioni, ma la tentazione è forte e, in un modo o nell’altro, questo mio spazio multiforme, continuamente cangiante e non ben definibile della blogosfera continua ad attirarmi e a farmi illudere ancora una volta di avere qualcosa di interessante da dire.
Insomma, rieccoci.
Stanotte i miei neuroni sono tornati per un attimo in piena attività, insieme all’ingente quantitativo di pensieri, ansie, preoccupazioni, patemi e logorree varie che immancabilmente si trascinano appresso. Ed è per questo che mi guardo indietro cercando di scovare le cose buone che ho fatto sinora e vengo qui a raccontarvele/raccontarmele per convincermi che in fondo la mia vita e il mio singolare modo di essere siano decisamente migliori di quanto sia abituata a credere.
Un’estate bella e strana insieme, quella che sto vivendo e che si prospetta continuare a singhiozzi ancora a lungo, dal momento che non ho intenzione di ritornare in terra romana prima della fine del prossimo mese. Bella perché innanzitutto è una vera estate, di quelle con il caldo, il sole, il mare, l’abbronzatura, i gelati, le lunghe passeggiate, il dolce far niente, i libri, i film, le risate, gli amici, i fuochi d’artificio, le fotografie, la felicità inenarrabile, le colonne sonore e le stelle cadenti. Non che le altre non lo fossero, ma era sempre come se qualcos’altro ne offuscasse la magia fino a farle perdere di significato. Mi rimprover(an)o sempre di crearmi tanti problemi e paranoie da annientare il buono delle mie giornate, ma questa è davvero la prima estate in cui ho imparato a non pensare, a creare il vuoto dentro di me fino a non avvertire altro che l’aria che entra ed esce dai polmoni ed il battito calmo e regolare del cuore. Niente yoga o esercizi di meditazione vari, a volte basta molto meno per ritrovare un po’ di meritata serenità. Io preferisco chiamarlo equilibrio, questa sconosciuta e straordinaria sensazione che mi da motivo per credere di essere nuovamente pronta per un anno di studio, di quelli che solo i maratoneti possono permettersi di affrontare.
Ma è anche strana perché certe situazioni e sensazioni in bilico tra il sorriso ed il pianto servono a ricordarci che niente e nessuno è perfetto, o forse a farci distinguere chi o cosa lo è davvero da ciò che non lo è. In fin dei conti, nel più riuscito chiaroscuro che si rispetti sono le ombre a dare rilievo a luci e forme, e probabilmente le cose belle che mi sono successe non avrebbero ragion d’essere se non esistessero quelle più spiacevoli a farne risaltare il valore.
Tentando di farla breve, l’avventura del trasloco si è conclusa senza riportare troppe ferite: ho una nuova casa che azzarderei definire accogliente in cui sono riuscita a fatica a ricreare in tempo record i miei spazi vitali, cercando a volte di sacrificare i canoni di gusto estetico in nome di quelli di praticità, comodità e convenienza. Ma soprattutto, le future coinquiline (perché saranno non una ma ben tre) si prospettano decisamente migliori dell’abominio che le ha precedute, e se anche stavolta andrà male dovrò seriamente iniziare a preoccuparmi di essere io l’errore umano da cancellare. Tra scatoloni da imballare e spacchettare e valigie da riempire, svuotare e riempire nuovamente per prepararsi a partire verso altre e più ignote avventure, arriva il mio compleanno, inaspettatamente sereno e tranquillo fino a che una notizia non irrompe a mutare uno stato chiaramente definibile di cose in un altro in cui tutto è incerto e non sai se esserne felice o avere paura prospettando il peggio. Una rosa bianca, il cui bigliettino non lascia molto spazio all’immaginazione, mi attenderà al ritorno in terra calabra: la mia ex migliore amica, quella di sempre, quella con cui sono cresciuta e che ha conosciuto storie e pensieri di me che non avrei confidato ad altra anima vivente, quella che mi ha lasciato dentro una ferita che continua tutt’ora a sanguinare dolorosamente, torna a fare capolino nella mia vita. La metà di me che vorrebbe piangere dalla gioia lotta con quella che porta rancore, ed entrambe sono accomunate dalla paura che questo gesto possa portare conseguenze che la mia mente pianificatrice non era stata in grado di calcolare. Non riuscendo a decretare il netto prevalere dell’una sull’altra, brancolo ancora nel buio, conservando qualche messaggio sul cellulare che dice niente e tutto e che richiede una mia ulteriore mossa, quella decisiva, che non sono ancora in grado di fare. Provo a mettere da parte il subbuglio che un fiore con annessi e connessi significati più o meno reconditi possano provocare e parto verso San Gemini, città di etterno dolore e perduta gente, di cui porto nel cuore le magnifiche lezioni di violino che dovrebbero cambiarmi la vita o anche molto meno, gli incontri, la solitudine, la meditazione forzata e l’altra grande sorpresa dell’estate: il mio amore annusa a distanza il pericolo dei miei nervi prossimi al crollo e corre a soccorrermi e a restituirmi il sorriso. Una settimana trascorre fin troppo a rilento, ma alla fine sopravvivo fino al fatidico momento in cui fare ciaociao a San Gemini con la manina e mi catapulto letteralmente su un treno partito lasciandomi a terra ma che riesco a fermare per intercessione divina e che mi riporterà finalmente a casa, la mia vera dimora e non più suoi surrogati, decretando l’inizio delle mie vacanze.
Tutto ciò che segue è il cocktail fruttato della mia agognata e sudatissima estate, che dopo tanto scrivere non so ancora definire meglio che “bella e strana insieme”, con le sue nuotate e amate passeggiate sulla “battuigiuia” (ma quanto ci piace chiamarla così!), le guance finalmente colorate d’ambra e la voglia di scoprire le gambe e azzardare ogni tanto un tacco su cui mi illudo di aver di nuovo imparato a trascinarmi; i mesi di sonno recuperati, le letture, i cruciverba e le colonne sonore che tengono compagnia durante le ore più calde sotto l’ombrellone; gli amici ritrovati e quelli che si allontanano in maniera sempre più evidente o che consapevolmente lascio andare via; i chilometri in macchina senza aria condizionata, l’odore di frizione decisamente violentata e i parcheggi in retromarcia che mi danno i brividi, nemmeno fossero minacce di morte ricevute a colazione; le diete forzate, le scorpacciate e le coccole che solo mamma e papà sanno fare; tutto questo e molto altro ancora, assaporato e controbilanciato dal pensiero del ritorno sui libri e gli odiati esercizi di tecnica, i conti con il portafogli, che ora che papà ha di nuovo perso il lavoro non si sa se riusciremo a far quadrare, la costante certezza che niente di ciò che siamo e viviamo sia stabilito una volta per tutte e che solo la forza di trasformare le nostre volontà in azioni ci fornisce quotidianamente il materiale su cui lavorare per essere ciò che abbiamo scelto di diventare...
Direi che “s’è fatta ‘na certa”.
Per il bene mio e di tutta la comunità leggente, mi vado a coricare.


così parlò ausrufezeichen. commenti (10)



Veronique, c'est moi
Sono io. Non posso essere altrimenti che così e per alcuni versi ne vado fiera. Perché nel mondo di sterili ed apatici scheletri senza volto e senza nome in cui viviamo, sono contenta di avere una personalità, seppure inevitabilmente imperfetta e soggetta all’errore. Due o tre cose che so di me: amo l’Arte nella sua più profonda essenza, suono il violino da quando avevo 4 anni e desidero con tutta me stessa che la Musica non smetta mai di essere il motore della mia esistenza. Innamorata della vita, dell’Amore, della mia famiglia, della cultura, ho dei valori nei quali non mi sono ancora stancata di credere. L’ignoto mi attrae e spaventa allo stesso tempo, ma credo fermamente che proprio l’impossibilità di conoscere ciò che la vita ci riserva la renda davvero degna di essere vissuta.

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la mia mamma. la mia famiglia. l'Amicizia. la Musica. l'Arte, in ogni sua forma. le coccole! le sorprese. l'immensità di un cielo stellato. la voce del mare. le bolle di sapone. il profumo dei libri. viaggiare. il mio disOrdine. il silenzio della notte. le nuove idee.

nuvole nere sul mio cielo
gli addii. l'ipocrisia. l'invidia. l'ignoranza. il mio orgoglio. le mie debolezze. la solitudine. la cecità dei normali. le formalità. avere paura. non poter dire ciò che penso. perdermi, in tutti i sensi.


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note
J.S. Bach. S. Barber. L.V. Beethoven. H. Berlioz. G. Bizet. L. Boccherini. A.P. Borodin. J. Brahms. A. Corelli. F. Chopin. P.I. Ciajkovskij. C. Debussy. A. Dvorak. E. Elgar. G. Fauré. E. Grieg. F.J. Haydn. P. Hindemith. F. Liszt. G. Mahler. F. Mendelssohn. W.A. Mozart. M. Mussorgsky. N. Paganini. S. Prokofiev. G. Puccini. M. Ravel. S. Rachmaninoff. N. Rimsky Korsakov. M. Reger. C. Saint-Saens. P. Sarasate. D. Shostakovich. F. Schubert. R. Schumann. J. Sibelius. B. Smetana. R. Strauss. I. Stravinsky. G. Tartini. G.B. Viotti. T. Vitali. A. Vivaldi. R. Wagner. H. Wieniawski. W. Walton. Aerosmith. Anastacia. Gary Burton. Eric Clapton. Miles Davis. Astor Piazzolla. Eric Satie. Stevie Ray Vaughan. Coldplay. Iron & Wine. Ligabue. Norah Jones. Keane. Lenny Kravitz. Muse. Negrita. Negramaro. Oasis. Radiohead. Red Hot Chilli Peppers. Savage Garden. Skin. Queen. The Coral. Travis. The Velvet Underground.

pellicole
La leggenda del pianista sull'oceano. Amadeus. Amata immortale. Canone inverso. Il pianista. Schindler's list. Big Fish. Edward mani di forbice. La sposa cadavere. A nightmare before christmas. La fabbrica di cioccolato. Arancia Meccanica. Sette anime. La ricerca della felicità. Cruel Intentions. Il favoloso mondo di Amélie. Vero come la finzione. A beautiful mind. The illusionist. Silent Hill. Scoprendo Forrest. Neverland. Il curioso caso di Benjamin Button. V per vendetta. La maledizione della prima luna. Starsky & Hutch. Un appartamento per tre. Zoolander. L'era glaciale. Shrek. Harry Potter e la pietra filosofale, ..e la camera dei segreti, ..e il prigioniero di Azkaban, ..e il calice di fuoco, ..e l'ordine della fenice. Ratatouille.

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