domenica, 29 giugno 2008, ore 20:00
così parlò ausrufezeichen a proposito di: cazzate, about me, deliri, blackout


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sabato, 21 giugno 2008, ore 18:18

Prendete Roma di notte, coloratela di luci verdi e blu e lasciate che le stelle in cielo si spengano per lasciare brillare le piume bianche dei gabbiani che lo attraversano; prendete una delle prime sere d'estate, sciogliete i capelli affinché vi accarezzino le spalle imperlate del calore dell'aria; fatevi scivolare il braccio della persona che amate intorno al collo, chiudete gli occhi e lasciatevi cullare dal ritmo teneramente sensuale di quel flusso di note che vi attraversa l'anima facendola vibrare. Non importa che siate in piedi da un paio di ore, schiacciati da una folla asfissiante, che i capelli della signora di fronte vi solletichino il naso o che le sirene delle ambulanze sembrino voler sciogliere l'incantesimo, sarà come essere soli in un universo parallelo, e quella Musica suonerà soltanto per voi, regalandovi un altro ricordo da custodire gelosamente in un angolo segreto del cuore.


Astor Piazzolla (ma ieri sera era Richard Galliano),
Concierto Para Bandoneon - Allegro Marcato

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martedì, 17 giugno 2008, ore 18:03
così parlò ausrufezeichen a proposito di: cazzate, deliri, note

Tutto ebbe inizio quando il mio subconscio partorì tale assurda associazione mentale:
- Ahia amore, mi hai fatto Mahler!

Breve fu il passo verso il totale delirio:
- Mi hai Cajkovskij!
- Come stai? Beethoven! (oppure: abBazzini bene!)
- Stamattina ho fatto colazione al Bartòk
Alla cassa: - quanto Paganini?
- Condoglianze, non sapevo fosse Mozart
- Come fa a piacerti? E' così Bruch!
- Gli uomini d'oggi non sono più Kabaleskij..
- Devo farmi la Barber
Dal pescivendolo: - Mi dia un chilo di Stockhausen
- Prendi l'ombrello: oggi Piovani
- Ci vediamo in Piazzolla
- Come lo vuoi il caffé? Saint-Saens zucchero
- Haydn (coro: Haydn!), ti sorridono i monti..
- A che ora passo a prHandelti?
In ricevitoria: - Qui Stravinskij 2000000 euro!
- Giudice, sia Clementi!
- Ragazzi, andiamo a Balakirev stasera?
- Quando arrivi, Debussy alla porta
- Sei raffreddato? Respighi male!
- La pecora e l'agnello, la chioccia e i Puccini..
- Ho lasciato la macchina in Sostakovič vietata
- Così mi fai arRossini!
Tra fumatori: - Non gettare a terra il Morricone!
In clinica psichiatrica: è Fauré di senno..
Amore in Sicilia: - Quantu Sibelius!
- Non diGriegnare i denti! (ma anche: - AlleGrieg!)
- Cosa sono questi Mussorgskij?! Un po' di Vivaldi, non siate Busoni!
Ad una festa: ottime Tartini!
Animalisti: - Noi siamo contro la Kachaturian!
- Non dimenticare la Liszta della spesa!
- Chi è quelLulli?
- Smetana di disturbare!
- Mi riKorsakov montagne Verdi.. (ma anche: - Abbiamo Korsakov dei grossi Rimskij!)

Ma la vera ciliegina sulla torta, perla e regina indiscussa del mare di cazzate fin qui enunciate e destinata a imperitura memoria, fu senza dubbio:
Starnutendo: - EtSchumann!

Il contenuto del presente post è protetto da diritti d'autore, essendo stato concepito e redatto in forma assolutamente originale dalle menti malate di Veronica e Alessandro. Pertanto, il suo improprio utilizzo è severamente perseguibile a discrezione degli autori. Chi volesse però contribuire all'inserimento di ulteriori voci di pari demenzialità è caldamente invitato a contattare i responsabili che provvederanno all'aggiornamento.

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martedì, 03 giugno 2008, ore 13:07
così parlò ausrufezeichen a proposito di: pensieri, about me, deliri, stream of consciousness

Stamattina avevo voglia di dare un nuovo nome al mio blog, e questo mi sembrava un'alternativa interessante. In realtà non sarebbe stato poi un grande cambiamento, ma poiché è cosa assai rara che chi passa da queste parti per la prima volta sappia che ausrufezeichen voglia dire in tedesco esattamente punto esclamativo, avrei potuto almeno fare un po' di chiarezza. Così mi sono messa a cercare nuove alternative, ma sembra che tutto ciò che abbia a che fare con la punteggiatura sia di moda su splinder (le ho provate tutte: puntoesclamativo, puntoeacapo, puntoevirgola, chiusaparentesi... Niente da fare) e si sa che quando una cosa diventa moda io decido che non deve più piacermi. Di accontentarmi di puntoesclamativoeacapo, in fin dei conti, non ne valeva la pena e mi consolo pensando che non avrebbe neppure avuto molto senso.
Tant'è che non potrei permettermi di alzare la testa dai libri, ma oggi non ho ispirazione e sfogo la mia smania di novità cercando di aprire le finestre e di far cambiare un po' l'aria pesante e inquinata dai cattivi pensieri delle mie ultime pagine virtuali, ma ogni volta va a finire che lascio tutto come prima perché sono perfezionista e se una cosa non va come dico io non la riesco ad accettare. La realtà è che ultimamente la mole delle mie paure è aumentata a dismisura, ed io stento a conviverci, cercando di convincermi che sia tutta colpa dello stress che accompagna puntuale ogni preludio d'estate. E con sei (o sette, ancora non lo so) esami alle porte, una masterclass di musica da camera che ancora è un buco nero nel mio futuro, dal momento che non faccio altro che suonare corde vuote da qualche mese a questa parte e non so neppure cosa mi toccherà leggere a prima vista; quindici giorni di lavoro (niente più politici di mezzo, lo giuro) per un misero gruzzolo con cui riempire le tasche rattoppate; otto giorni di masterclass di violino che, oltre a costarmi più della vacanza che non posso permettermi, si spera possano dare nuovo slancio vitale ai giorni di solitudine di fronte ad un leggio vuoto; procedo per alti e bassi, trascinando inevitabilmente con me chiunque dimostri un minimo di interesse per le vicende che animano le mie giornate.
Ci sono momenti in cui vorrei prendere una spugna e cancellarmi come uno scarabocchio d'inchiostro ancora fresco su una parete candida e immacolata, e certi altri in cui credo fermamente che quello schizzo le conferisca un aspetto decisamente artistico, per chi sia in grado di andare oltre ed interpretare.


Debussy - Images, Jardins sous la pluie (Richter)

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