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A clockwork Ausrufezeichen
mercoledì, 29 agosto 2007, ore 01:02
Appena finito di vedere Arancia Meccanica, mi soffermo di fronte allo schermo a cercare di riorganizzare le idee. A dirvela tutta, io a capire i film di Kubrick ci arrivo solo dopo qualche minuto di attenta riflessione, ma con questo è stata un'impresa molto meno ardua del previsto. Sì, ho deciso che in fin dei conti mi è piaciuto, non fosse altro che per non fare un torto al buon vecchio Ludovico Van.
Sono giunta a questo film sbirciando dal buco della serratura di un mondo in cui mi affaccio di tanto in tanto, ben lontana da occhi indiscreti. Chi lo abita non è al corrente della mia esistenza, men che meno del fatto che le nostre vite abbiano un triste, spiacevole e doloroso tassello in comune. Lontane, diverse, entrambe oggi con una nuova vita dinanzi agli occhi, eppure con qualche ricordo fastidioso di troppo che a volte torna a popolare gli incubi di notti inquiete. Sotto alcuni aspetti credo di conoscere di "lei" più di quanto non possa dire di altre presenze decisamente meno virtuali nella mia vita, ma non avrò mai il coraggio di svelarle che conosco quelle sue pagine a memoria, e che a volte ho desiderato dal profondo del cuore assomigliarle almeno un po'. Incredibilmente bella, sicura di sé, egocentrica ed arrogante, quanto basta per attirare l'attenzione necessaria a sentirsi importante: tutto ciò che finora io non sono mai riuscita a diventare. E poi c'è l'"altra", altrettanto segreta e silenziosa meta dei miei vagabondaggi nella rete, con la sottile differenza che un lontano giorno ci conoscemmo davvero, anche se per sorte o per scelta abbiamo preferito mantenere le dovute distanze. Eppure all'inizio mi faceva simpatia, forse perché nel suo essere odiosamente perfettina e tritaballe mi somiglia più di quanto io non voglia ammettere, ma ora le nostre vite proseguono su binari paralleli, con l'unico punto d'incontro nell'identica passione viscerale verso il violino. Leggo i suoi pensieri e, mio malgrado, mi riconosco ogni volta in qualcosa che scrive, ma il mio orgoglio mi impone di mantenere segrete le mie soste furtive presso quel suo odioso angolino di mondo, che pur non so fare a meno di spiare. Non so perché mi comporti così, e mi riesce difficile spiegare quale gusto ci trovi ad immergermi di nascosto nelle vite altrui, spinta forse dal desiderio inconscio di rubarne qualcosa al fine di avvicinarmi all'ideale di "me" verso il quale mi impegno costantemente di protendere. La verità, in fondo, è che mi sforzo di assomigliare il più possibile a quella "me" che non so ancora di essere.
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Confessioni
martedì, 21 agosto 2007, ore 00:47
Sarà stato il film inverosimilmente sdolcinato che ho appena visto, sarà l'aria fresca di questa notte di tre quarti d'estate, sarà il silenzio immobile che si respira nel mio piccolo mondo, o forse è soltanto il pensiero che il tempo delle vacanze sta quasi per svanire, a farmi venire voglia di sedermi qui e raccontare. Settembre è alle porte, ed io inizio a capire soltanto adesso che la mia vita sta davvero per cambiare. Tra dieci giorni si parte per la mia prima esperienza di "lavoro" con un'orchestra giovanile che più che spiccioli per riempire le tasche mi darà note e sogni di cui nutrire l'anima e, si spera, possa dare il La alla mia nuova vita musicale; un test di ammissione all'università da superare, e se ogni cosa andrà bene, un nuovo percorso tutto da costruire, un mondo sconosciuto in cui provare a sentirsi "a casa", e la speranza forte nel cuore di riuscire ad alimentare il mio giovane grande Amore tra libri, solitudine, musica e metropolitane su cui sfrecciare per prendere a pugni il tempo. Ho sempre aspettato il momento in cui spiccare il volo, e adesso che è quasi arrivato, una strana sensazione di vertigine mi lascia all'improvviso disorientata. Ma io non torno indietro, non lascio che sia la paura di cadere a fare venir meno la mia brama di volare, e se dovrò spezzarmi un'ala sarà sempre stato meglio che non aver avuto il coraggio di tentare. Mi auguro solo di non lasciare lungo la strada la serenità che ho atteso a lungo, e che il prezzo dell'avventura non sia perdere quel pizzico di buono che è in me e che tanto ho faticato per ritrovare. Ma c'è ancora un ultimo quarto di estate con i suoi istanti cristallini tutti da ricordare, e una scorpacciata di affetto tra il tepore del nido per coccolare i momenti grigi che mi verranno a trovare...
![]() Modest Mussorgsky, da "Quadri di un'esposizione":
Il balletto dei pulcini nei loro gusci così parlò ausrufezeichen. commenti (8)
A suon di JOY
mercoledì, 15 agosto 2007, ore 23:10
"Grazie per la splendida serata di brividi e note da accarezzare sulla pelle, Maestro.
Avrei scritto questo, se avessi potuto lasciare io una dedica a lui, ma conoscere un così grande Artista e sentirsi chiamare "collega", avere un suo ricordo tra le pagine del mio moleskine, ma soprattutto conservare nel cuore il turbine di emozioni e note che ha voluto dedicarci ieri sera, sono già un traguardo strepitoso per chi come me disperava di poter avere l'onore di incontrarlo nella dimenticata e desolata terra calabra. La Musica ha voluto ancora una volta passare a trovarmi, e io cerco sempre di non lasciarmi sfuggire un'occasione per regalare al mio spirito una ventata di profumo di benessere. Un concerto da rimanere a bocca aperta e consumarsi le mani in applausi senza fine, e quelle dita che non si riuscivano a vedere, tanto velocemente danzavano lungo la tastiera del pianoforte. Un personaggio al di fuori dell'ordinario, dotato di un talento sensazionale e di un'umiltà inimmaginabile, che non mancava, dopo l'esecuzione di ogni brano, di accarezzare dolcemente quei tasti, come a volerli ringraziare per il prodigio concessogli ancora una volta sul palcoscenico. Ed io che ho voluto immaginare che quel concerto fosse soltanto per me, ho cercato di lasciarmelo scorrere dentro le vene e respirarlo a pieni polmoni senza perderne un istante, con l'unico rimpianto di non essere riuscita a frenare l'incessante scorrere del tempo e gustare quelle melodie splendide fino a farne indigestione.La magia che si sprigiona dal tuo pianoforte alimenta in chi vive di Musica la speranza ed il coraggio di continuare ad inseguire i propri sogni."
Giovanni Allevi, L'orologio degli dei così parlò ausrufezeichen. commenti (22)
sabato, 11 agosto 2007, ore 15:03
Ed è quando alzi gli occhi al cielo per affidare un sogno ad una stella cadente e scopri di aver ricevuto tanto da non aver più nulla da desiderare, che ti accorgi che nella semplicità della vita che stai vivendo è la vera Felicità.
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Tipi umani
martedì, 07 agosto 2007, ore 20:00
Sarà capitato a tutti di avere a che fare, almeno una volta nella vita, con quella strana e ancora poco conosciuta specie umana a cui attribuiamo l'appellativo di "assistenti tecnici". Nonostante le attese, la frequente inefficienza e il carattere facilmente irritabile di questi individui, che mondo triste sarebbe se non ci fossero loro, succubi passivi delle nostre debolezze e della nostra impazienza; su chi altro potremmo sfogare a cuore aperto le ire più funeste e rispolverare il nostro ricco dizionario di maledizioni e di insulti? Siamo onesti, se non esistessero si dovrebbe proprio inventarli. Ebbene, nel marasma generale che popola le linee telefoniche di tutta Italia, accade raramente di avere la fortuna di incontrare qualcuno che non solo sappia fare il proprio mestiere, ma che sia addirittura straordinariamente siciliano.
- Prooondo, Telecòmm!
- Pronto, buonasera, vorrei segnalare un guasto della mia linea adsl.. - Diiica dica, bbedda, chi ssucciesse? - Da qualche settimana la mia linea adsl è diventata di una lentezza impressionante, per il caricamento di una pagina devo attendere a volte anche 10 minuti. - Miiiiinghia, avvileeeende iè! - Eh beh, in effetti, è per questo che ho chiamato. Vorrei sapere se dipende da un guasto della linea o se è un problema del mio modem. - Ora cce lo dico suubbito... Ma di Villa San Giovaaanni iè? Miii, viciiini siamo! Se si affaccia alla finneshra, mi vede! E qqquando ci fanno il pponte, ppiù vvicini angoora! - Già, ma speriamo che non lo facciano. - Ci avete rraggione! Io angora non ho capito chi è che lo vuoole sto poonde. Tando bbelli i thraghetti sono! - Sono d'accordo, tranne quando impiegano un'ora e mezza per percorrere un paio di chilometri. - Veeero iè, ci aveete proprio rraggione! Siete mai stata in Sicilia, signorina? - Ehm, sì, tante volte. - E Agriggendo? Agriggendo l'avete vista? - Sì, l'ho visitata più di una volta. - Beello, bbeello! E che avete visto? La Valle dei Teeempli? - Si, e anche la casa di Pirandello. - Miii, quella mango io l'ho veduta! O fosse solo una volta alle elemendari, ma di bbello solo il ppino cci era, e poi il vendo l'ha buttato. Ora solo il tthronco ci è. - Già, mi ricordo... Ma la mia linea adsl? - Sì sì, cce lo dico suubbito! Ci è stato un guasto il vvvendicingue dddi luglio, ma ora lo stanno rriparando. Io ci ho ffatto il sollecito e thra quarandottore dovesse funzionare come a pprima. - Bene, e se entro quarantottore non funziona? - Pacieenza, ci vuole pacieeenza, come con i thraghetti! Arrivedeeecci signorina! Se qualcuno dovesse riuscire a mettersi in contatto con quest'uomo, gli dica per favore che lo amo.
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Die Stadt der Musik
mercoledì, 01 agosto 2007, ore 17:14
Potrei cominciare raccontandovi delle sventure, della disperazione e la sfortuna che hanno segnato l'inizio della nostra avventura, del volo di andata con la febbre a 38, dei bagagli smarriti, delle lacrime ed i nervi che hanno seriamente rischiato di vacillare, ma poiché i momenti splendidi che seguono il preludio nefasto sono ancora intrisi di magia tra i ricordi e sulla pelle, ciò che resta della mia Vienna è un tesoro prezioso di emozioni indescrivibili che non riuscirò mai a dimenticare. Perché visitare la città dei miei sogni mano nella mano con la persona che più di ogni altra al mondo avrei voluto avere al mio fianco è molto più di quanto sia mai stata capace di desiderare, e le parole non rendono giustizia al bisogno di descrivere la gioia che mi scoppia tra la gola ed il cuore fino quasi a soffocare. Come un tuffo in un turbine musica e di colori da rimanere senza fiato, emozioni uniche come queste aiutano a non perdere la voglia di crescere e di continuare a sognare.
E domani mi sveglierò ventenne, con una fame di amore e di vita ancora tutta da saziare.
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Veronique, c'est moi
Sono io. Non posso essere altrimenti che così e per alcuni versi ne vado fiera. Perché nel mondo di sterili ed apatici scheletri senza volto e senza nome in cui viviamo, sono contenta di avere una personalità, seppure inevitabilmente imperfetta e soggetta all’errore. Due o tre cose che so di me: amo l’Arte nella sua più profonda essenza, suono il violino da quando avevo 4 anni e desidero con tutta me stessa che la Musica non smetta mai di essere il motore della mia esistenza. Innamorata della vita, dell’Amore, della mia famiglia, della cultura, ho dei valori nei quali non mi sono ancora stancata di credere. L’ignoto mi attrae e spaventa allo stesso tempo, ma credo fermamente che proprio l’impossibilità di conoscere ciò che la vita ci riserva la renda davvero degna di essere vissuta.
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bloggometro
close your eyes and listen
qualche buon motivo
la mia mamma. la mia famiglia. l'Amicizia. la Musica. l'Arte, in ogni sua forma. le coccole! le sorprese. l'immensità di un cielo stellato. la voce del mare. le bolle di sapone. il profumo dei libri. viaggiare. il mio disOrdine. il silenzio della notte. le nuove idee.per amare questo mondo ![]() nuvole nere sul mio cielo
gli addii. l'ipocrisia. l'invidia. l'ignoranza. il mio orgoglio. le mie debolezze. la solitudine. la cecità dei normali. le formalità. avere paura. non poter dire ciò che penso. perdermi, in tutti i sensi.
scene di vita vissuta
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