|
|
|
21 giorni alla Meta
giovedì, 31 maggio 2007, ore 19:07
Si conclude così la mia "ultima fatica" in materia di saggi di studio al Conservatorio: una fotografia sfocata, scattata in fretta dietro le tende del sipario ormai chiuso, e le note della registrazione che continuano a risuonarmi nella testa. Ha un che di amaro il sapore che mi è rimasto in bocca, non tanto per la nostalgia dei bei tempi vissuti, quanto per la cattiveria e l'invidia che serpeggiano meschine tra pareti in cui non dovrebbe esistere altro che Musica, e che mi hanno accompagnata immancabilmente anche nell'ultima avventura in quel di Reggio Calabria. Ma quando finisci di suonare e non riesci a credere di essere sopravvissuta anche alle luci accecanti del palco e al silenzio agghiacciante della sala in ascolto, stringi la mano al Direttore e ti senti insolitamente soddisfatta del risultato, bruciano un po' quegli sguardi fin troppo eloquenti di chi avrebbe voluto vederti sbagliare e che non può far altro che spararti contro per cercare di farti del male. Ci insegnano che purtroppo si cresce anche così, ed io a "imparare ad essere cattiva" ci sto solo provando senza ottenere grandi risultati. Se da oggi ho un falso amico in meno, non posso che ritenermi fortunata, e non ho ancora perso la voglia di continuare per la mia strada. C'è un traguardo da raggiungere e io non ho nessuna intenzione di farlo aspettare.
![]() così parlò ausrufezeichen. commenti (13)
domenica, 20 maggio 2007, ore 12:52
Eppure ogni tanto ritorno. E' che sono così impegnata a vivere che non sempre trovo il tempo e le parole per raccontarmi qui. E sto bene, così bene che quasi non riesco a crederci. Sto imparando a vivere e ci sto davvero prendendo gusto, così cerco di perdermi il meno che posso. I giorni che mi separano dal grande "traguardo" sfuggono via troppo velocemente, ed i miei ritmi sono diventati così frenetici che spesso non riesco io stessa a starmi dietro, ma le soddisfazioni che assaporo giorno per giorno mi danno sempre più la grinta di credere profondamente in ciò che faccio. E ieri, per la prima volta, ho suonato con il sorriso. Bruch, io, il mio violino ed una sala piena di gente raccolta nel silenzio per ascoltare la mia gioia di far sgorgare quelle note meravigliose dall'anima. Chi se ne importa se la Fortuna non collabora e mi lascia senza pianista a due giorni dal saggio, sono io che comando quando i crini del mio archetto iniziano a sfiorare le corde, è la Musica che parla quando tutte le voci tacciono per mettersi ad ascoltare. E finalmente la paura mi lascia in pace e riesco ad emozionarmi e ad emozionare.
Dopo un timido inchino e lo sguardo sprizzante di gioia della mia insegnante che incrocia i miei occhi sorridenti, uno scroscio di applausi mi accompagna tra gli abbracci delle persone che mi amano e che hanno fatto il tifo per me. Come quindici anni fa, siamo ancora noi, ma è la mia gioia di suonare che finalmente si è ridestata. E se oggi mi sento fiera di ciò che sono e che faccio, lo devo soltanto a chi mi ha ridato la voglia di cercare in me tutto ciò che di bello sto riuscendo a tirare fuori. Perché non esiste niente di più bello al mondo che amare e sentirsi così tanto amati.
Max Bruch - Adagio dal Concerto n.1 op.26 per violino (Gil Shaham) così parlò ausrufezeichen. commenti (18)
martedì, 08 maggio 2007, ore 19:29
Ieri ho incontrato un uomo venuto da un altro pianeta. Non aveva l'aria di essersi ancora ambientato nel nostro mondo, tanto era bizzarro e poco contaminato dai rozzi comportamenti umani. Indossava abiti logori e dismessi, e non si sentiva a suo agio nelle scarpe di pelle, che riuscivano a malapena a contenere tre piedi e una voglia di viaggiare quasi schiacciata sotto il peso del corpo stanco e ricurvo. Aveva due occhi verdi, la cui luce continuava flebilmente a scintillare nonostante l'odore malsano di indifferenza che si respira ogni giorno in stazione, e trascinava ad un ritmo irregolare le gambe traballanti, impazienti di aspettare un treno che non voleva arrivare. I polsini sudici di una camicia non più azzurra spuntavano dalle maniche troppo lunghe della sua giacca blu stropicciata, ed un vecchio gilet di lana lasciava intravedere il nodo di una cravatta scomposta, annodata da chissà quanto tempo. Cercava di parlare con gli estranei che lo ignoravano, troppo impegnati ad occuparsi dei propri affari, o forse soltanto impauriti da quello sguardo un po' stralunato che li scrutava inquieto in cerca di risposte. Quando il treno è arrivato, si è seduto accanto a me, abbastanza vicino da poter ascoltare la musica che mi ronzava dentro le orecchie, mi ha sorriso ed è riuscito a stare tranquillo per il resto del viaggio. Sembrava che quelle note gli stessero facendo respirare il profumo di casa.
On air: Giovanni Allevi - Go with the flow ![]() così parlò ausrufezeichen. commenti (12)
|
Veronique, c'est moi
Sono io. Non posso essere altrimenti che così e per alcuni versi ne vado fiera. Perché nel mondo di sterili ed apatici scheletri senza volto e senza nome in cui viviamo, sono contenta di avere una personalità, seppure inevitabilmente imperfetta e soggetta all’errore. Due o tre cose che so di me: amo l’Arte nella sua più profonda essenza, suono il violino da quando avevo 4 anni e desidero con tutta me stessa che la Musica non smetta mai di essere il motore della mia esistenza. Innamorata della vita, dell’Amore, della mia famiglia, della cultura, ho dei valori nei quali non mi sono ancora stancata di credere. L’ignoto mi attrae e spaventa allo stesso tempo, ma credo fermamente che proprio l’impossibilità di conoscere ciò che la vita ci riserva la renda davvero degna di essere vissuta.
![]()
bloggometro
close your eyes and listen
qualche buon motivo
la mia mamma. la mia famiglia. l'Amicizia. la Musica. l'Arte, in ogni sua forma. le coccole! le sorprese. l'immensità di un cielo stellato. la voce del mare. le bolle di sapone. il profumo dei libri. viaggiare. il mio disOrdine. il silenzio della notte. le nuove idee.per amare questo mondo ![]() nuvole nere sul mio cielo
gli addii. l'ipocrisia. l'invidia. l'ignoranza. il mio orgoglio. le mie debolezze. la solitudine. la cecità dei normali. le formalità. avere paura. non poter dire ciò che penso. perdermi, in tutti i sensi.
scene di vita vissuta
www.flickr.com
Questo è un badge Flickr che mostra le foto pubbliche di ausrufezeichen1987. Crea il tuo badge qui.
orme recenti
PrincipeAdams in PortraitPrincipeAdams in messier in messier in La velòcita vende a portata di click
amira angelina antiblogger aranciomacchia bellallegria beobeo bobregular elisabetta78 fallenangel83 grigietta guerny lostris maricaJ naïfsuper nathaliefinch noirlullaby occhi0rientali oraDem pensierofilia sterfimia valinaa vodkasilenziosa zidora zop sul mio comodino
![]() Jack Kerouac, Sulla strada pagine indelebili
note
pellicole
parole, parole, parole
settembre 2009 agosto 2009 luglio 2009 giugno 2009 maggio 2009 aprile 2009 marzo 2009 febbraio 2009 dicembre 2008 settembre 2008 agosto 2008 luglio 2008 giugno 2008 maggio 2008 marzo 2008 febbraio 2008 gennaio 2008 dicembre 2007 novembre 2007 ottobre 2007 settembre 2007 agosto 2007 luglio 2007 giugno 2007 maggio 2007 aprile 2007 marzo 2007 febbraio 2007 gennaio 2007 dicembre 2006 novembre 2006 ottobre 2006 settembre 2006
the pigs are coming
ringraziamenti
|