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lunedì, 30 aprile 2007, ore 15:32
Sarà che ho un viso talmente "normale" da poter essere facilmente paragonata ad altri, sarà l'incremento del tasso di miopia della popolazione mondiale, fatto sta che ogni due per tre mi capita di sentirmi dire che "sì, sei proprio uguale all'amica della cugina della zia della compagna di scuola delle elementari" di tizio, caio e sempronio. Quasi un insulto per un'aliena come me, che della mia singolarità faccio quasi sempre un vanto, eppure oggi ho voluto strafare: MyHeritage Face Recognition dice che per l'86% somiglio nientepopodimenoché a Sandra Bullock! Inutile precisare che il restante 14% si riferisce solo ed esclusivamente alla ciocca di capelli ossigenata... Due gocce d'acqua, vero?
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Tempo di cambiamenti
sabato, 28 aprile 2007, ore 17:07
Ovvero, del perché l'angolo dell'aliena, da oggi, chiuda i battenti.
Ho sempre considerato il blog come una finestrella aperta sul mondo virtuale, un filo diretto tra le emozioni ed i pensieri di chi, come me, ha piacere a condividerli liberamente con chiunque abbia voglia anche solo di passare a dare un'occhiata. Nel momento in cui ho deciso di dare vita al mio, sapevo che il risvolto della medaglia sarebbe stato entrare in contatto anche con gente con cui nella vita reale non avrei gradito neppure prendere un caffè, ma non immaginavo che alcuni sguardi ed interventi risultassero inopportuni ed offensivi al punto da portarmi a prendere questa decisione. Ma poiché si sa che la madre dei cretini è sempre incinta (e quella degli ingenui è probabilmente la mia), me lo sarei dovuto aspettare, ed invece adesso mi ritrovo a dover rimediare, ammetto, con un po' di amarezza, decidendo da me chi merita o no di leggere e commentare i momenti della mia vita che reputo degni di essere raccontati, almeno fino a quando non mi sarà completamente passata la voglia di farlo. Non sono mai stata capace di tenere un diario, un silenzioso e fidato custode dei pensieri più cari, ma ho sempre creduto che intrappolare le emozioni tra le righe di un foglio di carta, i colori di una fotografia, o tradurre in note il suono degli istanti preziosi della mia vita, possa in qualche modo salvarli dall'inconsistenza della fugacità di quel tempo che ci deruba ogni giorno della magia di tutto ciò che di straordinario viviamo. Avere un blog mi ha aiutata a ricomporre i frammenti di felicità (e di amarezza) che quotidianamente ho il privilegio di assaporare, e tornando indietro a soffermarmi sulle tracce di me che finora ho lasciato, mi rendo conto che se non avessi tradotto in parola, suono, immagine quei momenti, e se non avessi avuto nessuno a cui raccontarli, quasi certamente oggi li avrei persi. E' per questo che non voglio smettere di raccontare e raccontarmi tra le pagine di questo diario virtuale, seppure restringendo il raggio degli interlocutori ad una cerchia di persone che mi fa piacere ospitare. ..E sarò pure selettiva, testarda e complicata, ma proprio non mi riesce di essere altrimenti che così.
così parlò ausrufezeichen. commenti (12)
domenica, 22 aprile 2007, ore 17:01
...E siamo sopravvissuti anche a questa avventura
!!!così parlò ausrufezeichen. commenti (5)
domenica, 15 aprile 2007, ore 15:29
Ebbene, sono tornata. Se tra impegni, studio, Amore e festeggiamenti vari ed eventuali mi fossi accorta che è già volato via tutto questo tempo, probabilmente non avrei tardato tanto a lasciare una traccia del mio passaggio. O forse no. E' che quando ho troppi pensieri che mi affollano la testa finisco per confondermi e non riuscire a raccontarne neppure uno. Ecco che ansie e paure riemergono puntuali di fronte all'imminente arrivo di ogni scadenza: il diploma si avvicina inesorabilmente, io riesco a fare troppo poco e anche in quei momenti è come se non ci fossi, come se la mia testa stesse cercando una distrazione da pensieri che sento troppo più grandi di me. Non sono io mentre suono quelle note vuote come parole di un discorso privo di senso, non è Musica quella che affiora debolmente dal mio violino stonato, schiacciata dal peso del tempo e dalle scadenze che incombono. Non ho il coraggio di sbagliare, ed ho paura di non riuscire a parlare, a "sentire" quella voce che mi urla dentro e che non posso ignorare. Non riesco a credere in me quel tanto che basterebbe a non farmi vergognare di essere ciò che sono, e va sempre a finire che spreco le emozioni più belle che potrei condividere con chi mi ascolta, tenendole egoisticamente tutte per me, che pur non riesco ad apprezzare ciò che sono e che ho. Non sopporto gli sguardi che mi scrutano e che mi deridono silenziosamente sperando di farmi cadere, cerco sorrisi amichevoli che mi infondano coraggio, e invece tutto ciò che mi trovo di fronte è quasi sempre una sorda indifferenza. Vorrei mostrare a chi non è in grado di vedere al di là del proprio naso tutti i miei tesori più preziosi e riuscire ad essere solo per un giorno fiera e vanitosa come un pavone, ed invece non riesco a sentirmi altro che un brutto anatroccolo goffo e spennacchiato.
On air: Giovanni Allevi - Panic ![]() così parlò ausrufezeichen. commenti (21)
Because the night...
mercoledì, 04 aprile 2007, ore 01:20
Ho sempre amato la notte. Riesce a tirarmi fuori le idee ed i pensieri migliori, costretti di giorno a stare col fiato sospeso sotto i vestiti e le corse frenetiche tra un impegno ed un altro, e che riemergono puntuali nell'oscurità per tenermi compagnia fino all'alba del nuovo giorno. E' di notte che riesco a sentirmi pienamente me stessa, quando il tempo sembra scorrere più lentamente ed il silenzio religioso che si respira tra le lenzuola profuma dei ricordi più cari. Il buio a volte fa venire i brividi, ma vedervi riemergere dei piccoli punti luminosi via via più nitidi quando gli occhi si abituano alle tenebre, ridona forma al vuoto che mi circonda e tiene lontana la paura. Lascio che l'oscurità mi sfiori il viso con la sua carezza evanescente e che le note mi cullino fino a che non mi sarò abbandonata in un sonno profondo, e penso ogni volta che se potessi suonare il mio violino in momenti come questi, sarei capace di trarre da mondi lontani una Musica che di giorno non sono in grado neppure di immaginare.
R. Schumann, Scenes from Childhood
About foreign lands and peoples (Martha Argerich) ![]() così parlò ausrufezeichen. commenti (27)
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Veronique, c'est moi
Sono io. Non posso essere altrimenti che così e per alcuni versi ne vado fiera. Perché nel mondo di sterili ed apatici scheletri senza volto e senza nome in cui viviamo, sono contenta di avere una personalità, seppure inevitabilmente imperfetta e soggetta all’errore. Due o tre cose che so di me: amo l’Arte nella sua più profonda essenza, suono il violino da quando avevo 4 anni e desidero con tutta me stessa che la Musica non smetta mai di essere il motore della mia esistenza. Innamorata della vita, dell’Amore, della mia famiglia, della cultura, ho dei valori nei quali non mi sono ancora stancata di credere. L’ignoto mi attrae e spaventa allo stesso tempo, ma credo fermamente che proprio l’impossibilità di conoscere ciò che la vita ci riserva la renda davvero degna di essere vissuta.
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bloggometro
close your eyes and listen
qualche buon motivo
la mia mamma. la mia famiglia. l'Amicizia. la Musica. l'Arte, in ogni sua forma. le coccole! le sorprese. l'immensità di un cielo stellato. la voce del mare. le bolle di sapone. il profumo dei libri. viaggiare. il mio disOrdine. il silenzio della notte. le nuove idee.per amare questo mondo ![]() nuvole nere sul mio cielo
gli addii. l'ipocrisia. l'invidia. l'ignoranza. il mio orgoglio. le mie debolezze. la solitudine. la cecità dei normali. le formalità. avere paura. non poter dire ciò che penso. perdermi, in tutti i sensi.
scene di vita vissuta
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the pigs are coming
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