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Note e pistacchi
mercoledì, 28 marzo 2007, ore 00:45
..E tornare a casa dopo il concerto, spogliarsi del timore e della riverenza da teatro per lasciar sciogliere il trucco lungo il viso fino a rigare le guance. Come dopo aver mangiato un barattolo di pistacchi fragranti, dal sapore delicato e stridente solo a tratti, e confidare nell'ultimo, custode nel ricordo del sapore dell'intera scatola, che inevitabilmente si rivelerà amaro e pungente al punto da rovinare la pace dei sensi tanto duramente conquistata: la resa in parole dell'andamento umorale della serata risponde più o meno pienamente a quest'immagine. Toccato il culmine della magia di un concerto durante uno straordinario bis, un'insolita "toccata e fuga in re minore" di Bach eseguita sublimemente al violino da un eccezionale (e ammetto, fino ad allora per me sconosciuto Sergei Krilov), il concerto sprofonda nella disperazione di una (nell'intenzione) splendida quarta sinfonia di Tchaikovski, agonizzante per metà esecuzione e definitivamente spentasi verso la conclusione del terzo movimento, grazie ad un'orchestra che in linea di massima non ce la fa a star dietro alle funamboliche piroette di un direttore, il cui contesto ideale sembra più un ambiente circense che il palcoscenico di un teatro.
Cerco con tutte le forze di ristabilire l'emozione dell'assolo bachiano per tradurre in sogno la magia di quelle note, straordinariamente intense da far vibrare all'infinito le corde dell'anima. Soltanto in quell'istante, stasera, ho avuto la certezza che Dio esiste davvero. orchestra filarmonica "F.Cilea"
Concerto per Violino e orchestra in re maggiore di Tchaikovski Violino solista: SERGEI KRILOV IV Sinfonia di Tchaikovski in fa minore direttore: daniel oren ![]() così parlò ausrufezeichen. commenti (28)
Primavera alternativa
lunedì, 26 marzo 2007, ore 00:23
E' proprio vero che "non esiste più la mezza stagione".. Io una primavera così ancora non l'avevo vista!così parlò ausrufezeichen. commenti (13)
venerdì, 23 marzo 2007, ore 14:07
E baaasta con 'sti omini della fantasia, Veh! C'hai rotto le scatole!
Essì, devo ammettere che avete ragione, ma il fatto è che dentro la testa ho sempre tante creaturine strambe che fanno girare le mie rotelle, e quando cerco di farle uscire dal loro habitat per descrivere a parole cosa mi passa tra i pensieri, loro mi mescolano le carte in tavola e finisco per sembrare ancor più pazza di quanto già non sia di mio. La cosa più buffa è quando si mettono a fare i capricci di notte e mi fanno fare sogni assurdi che non mi so spiegare. Come quando sogno di dividere in parti uguali 24 matite, di cui 12 gialle e 12 blu e passo mezza nottata a contare, o vedo i morti vivi ed i vivi morti che mi si confondono nella testa, al punto che quando mi sveglio mi guardo intorno per controllare se è ancora tutto come l'avevo lasciato. O quando sogno di volare su acque cristalline e prati incantati e poi una bufera mi scaraventa in posti lontani, sconosciuti, grigi e puzzolenti, e mi sveglio perché un urlo strozzato che non riesce a venir fuori mi rimbomba in testa da farmi male. C'è chi dice che sogniamo solo in bianco e nero, eppure io i colori dei miei sogni li ricordo bene e mi sembra di vederli anche ad occhi aperti, e riesco a sentire odori di ricordi lontani che poi mi fanno compagnia per tutto il giorno. L'altra notte, per esempio, sognavo di tenere in braccio un cucciolo di gatto grigio addormentato, che cercavo di non svegliare nonostante intorno a me ci fosse un caos infernale. Ero seduta tra le poltrone impolverate di un vecchio teatro sudicio pieno di gente, il palcoscenico incorniciato di tende rosse di velluto era vuoto e illuminato a giorno, e l'unico attore dello spettacolo si aggirava tra gli spettatori vestito di nero e tutto incappucciato, ordinandoci di muoverci freneticamente a ritmo di una musica spettrale, fino al suono di una specie di campanello. Allo scadere del tempo, chi di noi non riusciva a tornare al suo posto e restare completamente immobile fino al successivo ordine dell'attore veniva crudelmente ucciso. Sentivo il sangue tremarmi sotto la pelle e, mentre cercavo di sopravvivere al macabro gioco, facevo sempre attenzione che il gattino continuasse a dormire. Una volta finito lo spettacolo, si aprono le porte del teatro, da cui tutti gli spettatori sopravvissuti si precipitano ad uscire, mentre io vorrei continuare a giocare nonostante il terrore mi impedisca quasi di respirare. Di cosa accade dopo nel sogno ricordo soltanto un grande frastuono, da cui riesco a far emergere confusamente le immagini di binari di una stazione abbandonata, strade deserte e avvolte da una spessa coltre di nebbia e il mio gattino grigio che non ha smesso di sonnecchiare tranquillo tra le mie braccia. Quando mi sono svegliata mi girava la testa come se un vortice mi avesse sballottata per tutta la stanza.. ..E mi chiedo, perché i brutti sogni sono quasi sempre gli unici che riesco a ricordare?
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martedì, 20 marzo 2007, ore 21:46
Oggi l'omino della fantasia è tornato a trovarmi. Imprevedibilmente puntuale come sempre, stavolta si è vestito di azzurro ed ha tradotto in parole quell'idea che mi balenava in testa da un po' e che non riuscivo a raccontare. Ma poiché si sa che gli omini della fantasia amano far tutto a modo loro, a metà racconto è andato via lasciandomi col fiato sospeso. Staremo a vedere quando tornerà per il finale della storia.. Non c'è sensazione più strana di quando sai cosa vuoi dire ma non trovi le parole giuste per farlo.
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Se questo non è Amore...
domenica, 18 marzo 2007, ore 12:11
![]() Perché quando arriva sotto casa tua un principe con un chilo, e dico UN CHILO di coccole al cioccolato, buone da fare brillare gli occhi e il cuore, come fai a non renderti conto che è l'uomo della tua vitaaaa???
![]() così parlò ausrufezeichen. commenti (20)
Quando si dice 'la sfiga esiste'
giovedì, 15 marzo 2007, ore 19:55
...e io ora c'ho le prove.
Sì. Perché puoi chiamarla solo sfiga, quando sei in macchina sulla nazionale, cintura allacciata e velocità (o lentezza, a seconda dei punti di vista) costante di 50 km/h, in perfetto rispetto dei limiti stradali, libretto e patente in regola, luci accese, nessun sorpasso azzardato, e due maledetti carabinieri bastardi iniziano a lampeggiarti e suonarti di dietro all'impazzata, un inseguimento di qualche metro (giusto il tempo di realizzare che è proprio TE che vogliono fermare), ti fanno il cazziatone perché non ti sei fermata all'istante (per la cronaca, manco avevo capito che la macchina che avevo di dietro era dei carabinieri), poi sostengono che non avevi indossato la cintura e ce l'hai ancora lì, attaccata da ancor prima di mettere in moto e poi, visto che li hai contraddetti e si sono incazzati, ti becchi SETTANTAQUATTRO EURO di multa e un punto tolto dalla patente (che a me che sono neopatentata vale doppio), per cosa? PER UNA LUCETTA DI MERDA DELLA TARGA che ti si è improvvisamente fulminata. Il tutto, naturalmente, A DIECI METRI DA CASA. Cosa posso chiedere di più dalla vita? ![]() Chi, io che m'incazzo?? Ma noooo!
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Question-time
lunedì, 12 marzo 2007, ore 22:30
Riuscirà la nostra giovane, forte, vigorosa, inarrestabile aliena a fermare l'avanzata del nemico (voi umani la chiamate "influenza", o qualcosa di simile...) prima che si insinui in lei a tal punto da offuscarne la mente già notevolmente compromessa dalla sequela asfissiante degli incastri delle sue giornate da panico, o sarà il plotone di bacilli che la circonda armato fino ai denti ad avere la meglio?
Ché dopo aver corso tutta la giornata ad inseguire al trotto i miei impegni sotto lo scroscio inarrestabile della pioggia (che, immancabilmente, finisce nell'esatto istante in cui metto piede in conservatorio), una fulminea sosta a casa, giusto per ricordarmi dov'è che vivo, bacio al volo all'amorevole consorte (che si fionda in macchina solo per vedere e abbracciare questo relitto umano per la durata complessiva di 23 secondi, decimo più, decimo meno), 2 ore di fronte al pc al corso per la Patente Europea a perdere anche quel filo di voce che per tutta la giornata ero riuscita gelosamente a conservare (già, perché tutti i comuni mortali lì ci vanno semplicemente per seguire, mentre io, che pur FREQUENTO per IMPARARE, mi ritrovo come sempre a fare l'aiuto-insegnante sfruttato e non pagato), come vi aspettate che adesso mi senta? Ci sono cose che non si possono comprare... ![]() così parlò ausrufezeichen. commenti (10)
Storia di una guarigione
sabato, 10 marzo 2007, ore 15:46
«...Quando lei ascolta la radio, ascolta e vede il conflitto primordiale tra idea e fenomeno, fra tempo ed eternità, fra il divino e l'umano. Proprio come la radio lancia la più bella musica del mondo per dieci minuti a casaccio negli ambienti più impensati, in salotti borghesi e soffitte, fra abbonati che chiacchierano, si rimpinzano, sbadigliano e dormicchiano, come la radio priva questa musica della sua bellezza sensibile, la sciupa, la graffia, la scatarra e tuttavia non può sopprimerne lo spirito: esattamente così la vita, la così detta realtà, manipola le stupende visioni del mondo, fa seguire a Händel una conferenza sulla tecnica dei bilanci falsi nelle medie industrie, fa dei suoni affascinanti di un'orchestra una poltiglia ripugnante, insinua la sua tecnica, il suo affanno, la sua vanità e miseria fra l'idea e la realtà, fra l'orchestra e l'orecchio. Tutta la vita è così, caro mio, e bisogna prenderla com'è; e chi non è asino ci ride. [...] Dovrà dunque abituarsi ad ascoltare ancora la radio della vita. Le farà bene. [...] Lei deve vivere e imparare a ridere. Deve imparare ad ascoltare questa maledetta musica della radio della vita, deve rispettare lo spirito che vi si cela e ridere di questo strimpellio. Altro non è richiesto.» [...] Comprendevo tutto, capivo Pablo, capivo Mozart, udivo dietro a me la sua risata paurosa, sapevo di avere in tasca le centomila figure del gioco della vita, ne intuivo commosso il significato, avevo voglia di ricominciare il gioco, di assaporarne ancora una volta i tormenti, di rabbrividire ancora una volta della sua stoltezza, di ripercorrere molte e molte volte l'inferno del mio cuore. Un giorno avrei giocato meglio il gioco delle figurine. Un giorno avrei imparato a ridere. Pablo mi aspettava. Mozart mi aspettava. Hermann Hesse, Der Steppenwolf così parlò ausrufezeichen. commenti (15)
lunedì, 05 marzo 2007, ore 09:07
Urca-urca tirulleru, oggi splende il sol!
![]() Ultime notizie, direttamente da "Amenità di vita domestica in una famiglia di malati/super-eroi". A tavola si tagliava il ciambellone quando, discutendo sulla dimensione delle fette e loro equa distribuzione, la Sorellona Intelligente esordisce con "La mia è stretta in punta e larga dietro, tu ce l'hai tutta larga!".
...Inutile ricordare che si parlava solo di fette...così parlò ausrufezeichen. commenti (20)
domenica, 04 marzo 2007, ore 03:23
C'è qualcosa dentro la mia testa che non mi risponde, che non vuole saperne di funzionare. Sento che qualche ingranaggio s'è inceppato, e mi auguro che le mie rotelle non si mettano a saltare tutte insieme.
Speriamo almeno che stanotte i miei sogni mi lascino in pace e non si prendano ancora gioco di me. ...Porque te amo
y no debes dudar y mi amor por ti nunca se acabara... così parlò ausrufezeichen. commenti (13)
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Veronique, c'est moi
Sono io. Non posso essere altrimenti che così e per alcuni versi ne vado fiera. Perché nel mondo di sterili ed apatici scheletri senza volto e senza nome in cui viviamo, sono contenta di avere una personalità, seppure inevitabilmente imperfetta e soggetta all’errore. Due o tre cose che so di me: amo l’Arte nella sua più profonda essenza, suono il violino da quando avevo 4 anni e desidero con tutta me stessa che la Musica non smetta mai di essere il motore della mia esistenza. Innamorata della vita, dell’Amore, della mia famiglia, della cultura, ho dei valori nei quali non mi sono ancora stancata di credere. L’ignoto mi attrae e spaventa allo stesso tempo, ma credo fermamente che proprio l’impossibilità di conoscere ciò che la vita ci riserva la renda davvero degna di essere vissuta.
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bloggometro
close your eyes and listen
qualche buon motivo
la mia mamma. la mia famiglia. l'Amicizia. la Musica. l'Arte, in ogni sua forma. le coccole! le sorprese. l'immensità di un cielo stellato. la voce del mare. le bolle di sapone. il profumo dei libri. viaggiare. il mio disOrdine. il silenzio della notte. le nuove idee.per amare questo mondo ![]() nuvole nere sul mio cielo
gli addii. l'ipocrisia. l'invidia. l'ignoranza. il mio orgoglio. le mie debolezze. la solitudine. la cecità dei normali. le formalità. avere paura. non poter dire ciò che penso. perdermi, in tutti i sensi.
scene di vita vissuta
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