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martedì, 30 gennaio 2007, ore 00:12
Si comunica ai Gentili Sigg. Lettori che la voglia di scrivere di Veronika è temporaneamente non disponibile, causa acuta Sindrome da bloggher in corso. Il medico prescrive una ferrea terapia d'urto: Vita a volontà, disponibile in compresse solubili o praticissime pastiglie da assumere a qualunque ora del giorno e della notte, preferibilmente lontano dai pasti. La nostra aliena osserva scrupolosamente le regole imposte: Pane, Amore e Musica. E ci sguazza che è una meraviglia.
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Senza titolo.
venerdì, 26 gennaio 2007, ore 12:58
Veronika è rimasta senza parole, non ha voglia di scrivere. La sua vita continua a procedere tranquilla nella sua strana ritrovata felicità, solo che oggi non tocca a lei raccontare.On air: Carl Nielsen, Little Suite per archi op. 1
La Musique
La musique souvent me prend comme une mer! Vers ma pâle étoile, Sous un plafond de brume ou dans un vaste éther, Je mets à la voile: La poitrine en avant et les poumons gonflés Comme de la toile, J'escalade les dos des flots amoncelés Que la nuit me voile; Je sens vibrer en moi toutes les passions D'un vaisseau qui souffre; Le bon vent, la tempête et ses convulsions Sur l'immense gouffre Me bercent. D'autres fois, calme plat, gran miroir De mon désespoir! Charles Baudelaire ![]() così parlò ausrufezeichen. commenti (3)
M'hanno fregata. Ma giuro che è l'ultima.
lunedì, 22 gennaio 2007, ore 15:26
Ok, va bene, chiedo pubblicamente ammenda per aver coinvolto anche il mio giovane, tenero ed ingenuo blogghetto nell'infernale bolgia delle catene virtuali, ma stavolta sono stata incastrata. Ricaaaatto fu, e ammetto di essermelo meritato, dal momento che vado ad importunare i compagni di cazzeggiamento telematico con le mie presunte catene intellettuali. Fatto sta che mi sono ritrovata imbrigliata nell'ennesimo passa-passa, ma giuro che ne verrò fuori. A costo di beccarmi tutte le maledizioni e sciagure dell'universo. TITOLO: nel prossimo mese mi impegno a fare le seguenti 5 cose in favore dell'ambiente...DESTINATARI: i lettori di blog, più 4 blogger coinvolti Il mio blog è ufficialmente libero da ogni incatenamento!
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E' arrivato il mio turno.
sabato, 20 gennaio 2007, ore 16:20
Ci siamo, stavolta tocca a me. Essendo rimasta fino ad ora immune all'incatenamento che imperversa in rete da qualche giorno a questa parte, il collega splinderiano (http://crimson81.splinder.com/) decise di passarmi gentilmente la palla. Ma rilancerò anch'io, dato il contenuto pseudo-culturale della catena. REGOLAMENTO: Prendi un libro, il primo che hai sottomano, vai a pagina 123, salta le prime 5 righe e scrivi le successive 3. E siccome io mi pongo sempre troooppe domande, cercherò di non chiedermi che senso abbia tutto questo. Lasciamo che sia Pirandello a prendere la parola, che è molto più bravo di me. « ...e che il mondo, la vita, la realtà delle cose qual è per voi, come voi la toccate, non sono per lei che vede e tocca
un’altra realtà nelle stesse cose e in voi stesso e in sé... »
Uno, nessuno e centomila
Nemmeno a farlo apposta, tre righe in cui è racchiuso il significato di un'opera intera. Un capolavoro senza tempo che parla da sé, senza bisogno di presentazioni né lustrini. E' pura genialità sgorgata dalla penna di uno Scrittore che seppe fare di ogni parola Arte, e che riesce, con sguardo acuto e tristemente pungente ironia, ad essere attuale ancora ai giorni nostri. Un inchino al Maestro, prego. E rilancio la patata bollente a: Elymu, FallenAngel83, Giuvale, Grigietta, ILLupoOcchirossi, Lostris, Vegekuu e Zop. Perchè mi piace sempre strafare P.S.: Tlin tlonn. Consiglio del giorno. Se cercate un film che valga veramente la pena di essere visto, vi consiglio "La ricerca della felicità". Non perchè sia l'ultima trovata cinematografica in commercio, ma perchè da storie come questa c'è davvero tanto da imparare. « Non permettere mai a nessuno di dirti che non sai fare qualcosa, che quello che desideri è irraggiungibile... Se hai un sogno, lo devi proteggere. Se vuoi qualcosa, vai e inseguila. » ![]() così parlò ausrufezeichen. commenti (12)
E' tutta questione di tempo
mercoledì, 17 gennaio 2007, ore 22:06
Veronika oggi pensa, tanto per cambiare. Il suo piccolo cervellino alieno s'è messo come di consueto a sfornare pensieri malsani, perciò state in guardia: si salvi chi può, e chi è in tempo per scappare lo faccia ora, o taccia per sempre. Veronika è sempre stata una persona puntuale, ma di quella puntualità quasi patologica, che ti fa arrivare ad un appuntamento non solo in orario, ma perlomeno con un quarto d'ora d'anticipo. Una questione di rispetto, dice tra sé e sé la nostra aliena, quando il quarto d'ora d'attesa che lei e il suo zelo si sono procurati si somma inevitabilmente al ritardo degli altri. Ma il fatto è che Veronika col tempo ha sempre avuto dei problemi. Certo, scagli la prima pietra chi non abbia, almeno una volta nella vita, desiderato averne il pieno controllo e poterlo regolare a proprio piacimento, rallentando il suo corso qua e là nelle giornate di sole o lasciandolo sfuggire via veloce nei momenti più bui. Ma Veronika si domanda se sia capitato solo a lei, con una tale frequenza, di pensare di non riuscire proprio in nessun modo a trovare un compromesso tra il suo tempo e quello che gli umani definiscono tale. Un po' come quando tutti le rimproverano di essere disordinata, mentre lei in quell'ordine tutto suo ci sguazza a meraviglia. E starle dietro è come inseguire un treno che cambia continuamente velocità: a volte così pericolosamente in anticipo da rischiare di travolgere qualsiasi forma vitale le si sviluppi intorno, poi qualche brusca frenata stridente da far venire la pelle d'oca, e all'improvviso innesta una marcia talmente lenta da stroncare ogni buon proposito di starla ad aspettare. Troppo presto per quei pensieri da adulta, "stonati" per una bambina che sapeva già con largo anticipo dove sarebbe voluta arrivare; infantile, quel suo essere restìa ad imitare le compagne di scuola intente a frugare tra i rossetti di mamma per giocare ad essere grandi, preferendo invece nutrire il contenuto della sua testa, piuttosto che curarsi di camuffare la tenerezza di quei lineamenti dolci, che evidentemente viaggiano ad una diversa velocità. Così, perennemente in sincope, Veronika sente fin troppo familiari esperienze e sensazioni che i coetanei non riescono neppure ad immaginare, ma è lontana anni luce da scene di vita comunemente vissute che non le appartengono... E mi dicono di avere uno "spiccato senso del ritmo"... Menomale, dico io, che tra una fermata e l'altra c'è chi riesce a salire sul treno in corsa e a non spazientirsi quando si ferma e non vuole saperne di ripartire. così parlò ausrufezeichen. commenti (12)
I DoN't miss you.
domenica, 14 gennaio 2007, ore 15:38
Denk-spiel (nach Descartes) (Giochi di pensiero secondo Cartesio) Ich denke, also bin ich. (Io penso, quindi sono. Ich bin, also denke ich. Io sono, quindi penso. Ich bin also, denke ich. Quindi io sono, penso. Ich denke also: bin ich? Quindi penso: sono io?) Timm Ulrichs Certe volte penso veramente troppo. E mi capita per un attimo di perdermi tra ricordi non troppo lontani, ma che hanno smesso di fare male ormai da tempo. E’ curioso sfogliare le pagine dei miei pensieri e ritrovare parole capaci di risvegliare sensazioni acidule, che a rileggerle mi viene il sorriso. Oggi ho fatto indigestione di ricordi fastidiosi. "Ho lasciato che mi portassi via tutto ciò che di me avevo voluto regalarti: la freschezza dei miei sorrisi, gli sguardi, le lacrime, le ore trascorse a parlare illudendomi che quel qualcuno che per me eri volesse e sapesse ascoltarmi. Mi hai rubato emozioni che non possono più tornare. Ma perdendo ciò che ti ho donato ho ritrovato una gemma preziosa che aveva rischiato di sgretolarsi, offuscata dal cieco silenzio della tua indifferenza: me stessa." Molto spesso, il vero tesoro lo si trova perdendo un(a) falso(a) amico(a) piuttosto che trovandolo. così parlò ausrufezeichen. commenti (12)
Accadde proprio a me. O almeno, così pare.
mercoledì, 10 gennaio 2007, ore 10:57
Ci sono momenti in cui stento a credere ai miei occhi, giorni in cui mi sento la persona più fortunata della terra, in cui la mia ripresa del possesso di me sembra muovere passi importanti, giornate come quella di ieri in cui mi sembra di riuscire a divorare il mondo in un solo boccone. Già, perchè non capita mica tutti i giorni ad un'autolesionista come me di riuscire a trovarlo, una volta ogni tanto, quel maledetto coraggio che cerco disperatamente con le mani nude tra la terra soffocante dei miei complessi e delle mie paranoie. Ma così accadde, e mi sento ancora gongolante dalla gioia. Non mi dilungherò oltre con i miei consueti preamboli, per arrivare ad annunciare con magno gaudio et letizia che ho suonato con NIENTEPOPODIMENOCHE... Rullo di tamburi... Squillo di trombe... Francesco Manara, il primo violino della Scala! Io. Per prima. Con Lui. Lì. Sul palco. Mi alzo e suono. E non svengo. E non tremo a livelli impressionanti tipo trapano escavatore. E respiro. E mi dice che ho un bel suono. E mi dice "brava". E lavoriamo insieme sulle tantissime cose su cui ancora devo lavorare. Mozart. Il mio violino. Francesco Manara. Il suo Violino. Il suo Signor Violino. Le pareti gelide di quell'aula pervase all'improvviso da un caldo profumo di magia. E la sera il suo concerto. Quel suono incredibilmente cristallino e limpido, come l'acqua di un ruscello a primavera, e subito appassionato e caldo come il rosso di un fuoco ardente. Da rimanere senza fiato. Ieri, signori miei, la Musica è stata a Reggio Calabria. ![]() così parlò ausrufezeichen. commenti (14)
...C'ho il certificato!
lunedì, 08 gennaio 2007, ore 18:23
E mica sono un'aliena così, io! Ché adesso ho pure il certificato. A che serve? Se qualcuno di voi me lo spiega mi fa un favore. Fatto sta che oggi, già notevolmente provata da un rientro dalle ferie che più che una lezione di violino è stato un tour de force all'ultimo sangue (e ho il piacere di comunicarvi la mia prima vittoria contro la bestiaccia infame di Paganini, ma- qquanto- sono- brava,- ma- qquanto- sono- brava,- che- poi- non- è- vero- ma- cerco- di- ripetermelo- per- convincermi...), mi aggiravo tra i meandri della rete tanto per compromettere ulteriormente il mio già precario equilibrio mentale, e mi imbatto in questo "analizzatore nickname ancestrale"... Tutte balle, lo so bene, ma la curiosità è donna e non ho resistito. Ora, il mio quesito irrisolto e irrisolvibile non si riferisce tanto all'attendibilità di questo presunto "algoritmo" applicato al mio blog, quanto al che diavolo vorrà dire, secondo voi, PRIMAVERA SINTETICA? A me suona tanto come una nuova profumazione del detersivo in promozione al supermercato. Vi prego, aiutatemi ad immaginare qualcosa di più poetico, prima che nell'aere luminoso del mio blogghettino si diffonda una nauseabonda fragranza stile arbre magique. così parlò ausrufezeichen. commenti (6)
sabato, 06 gennaio 2007, ore 12:48
Roma. La città dell’Arte, la città di "tutto",
Ed è ancora una volta il bisogno di intrappolare tra parole ed immagini il profumo delle sensazioni uniche che sto vivendo a spingermi a scrivere di getto, cercando di trattenere il fiato e stringere forte tra le dita questa magia, perchè non si sbiadisca nell'alone del ricordo. Un ritorno a casa senza rimpianti né lacrime, dopo il più bel viaggio di tutta la mia vita. E quando uso queste espressioni, non è per esagerare. Perché quando ho la sensazione di trovarmi nel posto giusto, nel momento giusto e con la persona più speciale che abbia mai desiderato incontrare, non riesco a non sentirmi così. Perché non capita certo tutti i giorni di sentirsi “a casa” in un luogo pressoché ignoto. Perché guardare con lo stupore di una bambina un mondo sconosciuto, così fantastico che neppure il cielo sembra più lo stesso, e scrutare quegli occhi innamorati e riversarvi dentro tutto l’amore che sono in grado di provare, è una sensazione che fino ad ora non mi era mai appartenuta. Non esiste esperienza più bella che indossare l’abito del viaggiatore ed assaporare attraverso quegli occhi affamati di Vita le immagini di mondi nuovi, con la sorpresa, ogni volta, di scoprire una parte di sé lungo ogni tappa del cammino.
così parlò ausrufezeichen. commenti (8)
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Veronique, c'est moi
Sono io. Non posso essere altrimenti che così e per alcuni versi ne vado fiera. Perché nel mondo di sterili ed apatici scheletri senza volto e senza nome in cui viviamo, sono contenta di avere una personalità, seppure inevitabilmente imperfetta e soggetta all’errore. Due o tre cose che so di me: amo l’Arte nella sua più profonda essenza, suono il violino da quando avevo 4 anni e desidero con tutta me stessa che la Musica non smetta mai di essere il motore della mia esistenza. Innamorata della vita, dell’Amore, della mia famiglia, della cultura, ho dei valori nei quali non mi sono ancora stancata di credere. L’ignoto mi attrae e spaventa allo stesso tempo, ma credo fermamente che proprio l’impossibilità di conoscere ciò che la vita ci riserva la renda davvero degna di essere vissuta.
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bloggometro
close your eyes and listen
qualche buon motivo
la mia mamma. la mia famiglia. l'Amicizia. la Musica. l'Arte, in ogni sua forma. le coccole! le sorprese. l'immensità di un cielo stellato. la voce del mare. le bolle di sapone. il profumo dei libri. viaggiare. il mio disOrdine. il silenzio della notte. le nuove idee.per amare questo mondo ![]() nuvole nere sul mio cielo
gli addii. l'ipocrisia. l'invidia. l'ignoranza. il mio orgoglio. le mie debolezze. la solitudine. la cecità dei normali. le formalità. avere paura. non poter dire ciò che penso. perdermi, in tutti i sensi.
scene di vita vissuta
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![]() Jack Kerouac, Sulla strada pagine indelebili
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the pigs are coming
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