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Rendezvous
domenica, 15 novembre 2009, ore 14:45
Prese le sue cose di gran fretta e uscì, senza neppure lanciare il solito sguardo fugace allo stralcio di cielo che poteva scorgere dalla finestra della sua camera, per controllare i nuvoloni di pioggia in arrivo. La sua Città la stava aspettando, e lei non poteva mancare ad un appuntamento così strano e speciale che ormai rimandava da troppo tempo.
Ein Tanz von Chopin lärmt im Saal, Ein wilder, zügelloser Tanz. Die Fenster leuchten wetterfahl, Den Flügel ziert ein welker Kranz. Den Flügen du, die Geige ich, So spielen wir und enden nicht Und warten angstvoll, du und ich, Wer wohl zuerst den Zauber bricht. Wer wohl zuerst einhält im Takt Und von sich weg die Lichter schiebt, Und wer zuerst die Frage sagt, Auf die es keine Antwort gibt. (Herman Hesse) così parlò ausrufezeichen. commenti (3)
mercoledì, 09 settembre 2009, ore 14:09
così parlò ausrufezeichen. commenti (5)
domenica, 06 settembre 2009, ore 15:35
così parlò ausrufezeichen. commenti (2)
Portrait
martedì, 18 agosto 2009, ore 11:28
Alla luce di più o meno recenti avvenimenti, sviluppi, cambiamenti, elucubrazioni mentali, riappropriazioni di redini perse o mai possedute, tormenti e risvolti che hanno contribuito a condurre la mia vita verso ciò che oserei definire una condizione tendente ad un equilibrio (reale o apparente, è ancora da stabilire); e raggiunto con immane sacrificio un distacco dalla precarietà del contingente (che non è atarassia, ma vi somiglia notevolmente) tale da permettermi nuovamente di fare dell’ironia su questioni che fino a qualche tempo fa mi avrebbero ridotto l’anima in poltiglia; infine, conquistata quella dose di autonomia mentale e sentimentale sufficiente a farmi credere (o illudere) di non avere bisogno d’altri che di me stessa per avvicinarmi un po’ di più all’ideale di felicità verso il quale protendo costantemente; posso affermare con convinzione che, se e quando avrò deciso di schiudere il mio tenero cuoricino ad anima vivente, sarà solo a patto che il futuro (e, temo, inesistente) malcapitato possieda i requisiti che seguono: - sia orfano, figlio unico e possibilmente abbia trascorso i primi anni di vita a stretto contatto con la natura, quel tanto che basti a conferigli una sottile ed intrigante aura di spontaneità e misurata selvatichezza - possieda un quoziente intellettivo superiore alla media, ma rientri, seppur di poco, nei limiti delle condizioni di un individuo sano e in possesso delle proprie facoltà mentali - sappia ben sfruttare le proprie potenzialità, abbia una cultura invidiabile e si esprima in maniera corretta e fluente, senza risultare tedioso né pieno di sé, ma soprattutto non abbia perso la curiosità di conoscere e sia capace di provare stupore, tanto per le cose note, quanto per ciò che è ancora da scoprire - sia dotato di animo nobile, gentile, onesto, poco incline alla violenza e beneducato, ma con quel pizzico di nonsoché a stemperare gli eccessi di tali elevate qualità, per impedire che si tramutino in mollezza di spirito, ingenuità, pavidità ed effeminatezza - abbia una personalità forte, sia una persona matura e sappia esattamente cosa vuole dalla vita senza smettere di lottare per arrivarci, ma possieda il coraggio di riconoscere i propri errori o di chiedere aiuto - appartenga al controverso e affascinante mondo degli artisti, meglio ancora se dei musicisti, e possa eccellere preferibilmente nell’arte delle percussioni (dovendo specificare delle alternative, il massimo che potrei concedere sarebbe il violoncello o il pianoforte), a patto di non perdere l’umiltà che lo renda degno e memore di far parte dei comuni mortali - sia d’aspetto piacente, vigoroso e accuratamente trascurato, purché non faccia del proprio corpo uno strumento, un fine o un tempio votato esclusivamente all’effimera bellezza esteriore; pratichi con disinvoltura discipline sportive e si sappia cimentare con discreto successo nella danza - abbia uno spiccato senso dell’umorismo, sia sorprendente, passionale ed esuberante, ami i viaggi e le novità, sappia godere dei piaceri della vita senza divenirne schiavo - possieda una sicurezza economica tale da permettergli di conoscere il valore del denaro, perché se i soldi non comprano la felicità, a volte possono fornire i mezzi per realizzarla Il tutto non esclude, naturalmente, che sappia amarmi ed accettarmi per ciò che sono, senza giudicarmi o pretendere che io cambi; che rispetti la mia libertà ed i miei spazi, non sia geloso né inaffidabile; che sia capace di ascoltare e costantemente aperto al confronto, ma che sappia riconoscere il momento giusto in cui le parole migliori si celano dietro il suono del silenzio o dentro la magia di un bacio. Detto questo, sappi che non ti sto cercando, oh uomo della mia vita, ma se per caso dovessi riconoscerti, non parzialmente, ma in ogni singolo aspetto di ciò che ho scritto, non esitare a farmi sapere che esisti :) così parlò ausrufezeichen. commenti (12)
Smell of summer
domenica, 09 agosto 2009, ore 16:28
Il vento caldo di questo afoso pomeriggio d'estate accarezza la mia pelle di nuovo dorata, e il bagliore accecante del sole mi costringe a chiudere gli occhi, così la mia mente ricomincia a correre veloce tra mille pensieri, come a voler inseguire un vortice a perdifiato. Mi ci immergo in un sospiro, indugio sui ricordi più belli e sorrido, perché solo adesso che ho trovato il tempo per fermarmi a pensare, posso rendermi conto di tutto ciò che di meraviglioso mi sia capitato nei giorni intensissimi appena trascorsi, e di quante sorprese ancora mi riservi questa lunga estate tutta da assaporare. Un’estate fatta di musica e di tante piccole soddisfazioni inaspettate, di nuove amicizie appena sbocciate e di quelle storiche, rare come gemme preziose da continuare a custodire gelosamente e coltivare ogni giorno con nuovo entusiasmo, perché non possano mai sfiorire; di battaglie di gavettoni tra i borghi di un paesino addormentato, di batticuori e di malinconici sguardi rubati tra i tasti neri di un pianoforte; di giochi pazzi tra le onde del mio mare cristallino, di scorpacciate di sole e di granite alla pesca; di ventidue candeline sulla torta su cui soffiare sopra tutte le speranze per un nuovo anno della mia vita che possa proseguire splendidamente così come è iniziato; di notti brave dai ricordi annebbiati e di balli a piedi nudi nella sabbia sotto un cielo stellato... Un'estate che, dopo tante trascorse e svanite sempre con un po' di amaro in bocca, per la prima volta (scadendo in citazioni non colte che cerco sempre di evitare) vorrei potesse non finire mai. Non c'è niente di più bello che svegliarsi da un lungo sogno, aprire gli occhi e sentirsi fieri di ciò che si è sempre stati, riuscendo forse ad accettare quelle piccole grandi fragilità che ci rendono, ciascuno a suo modo, esseri unici e speciali. E chissà se una stella cadente, domani notte, vorrà farmi il dono di esaudire un desiderio che ho in fondo al cuore e che per lungo tempo è stato inascoltato... così parlò ausrufezeichen. commenti (3)
La velòcita vende
domenica, 12 luglio 2009, ore 10:51
Noi c'eravamo! 11 luglio 2009, Teatro di Villa Doria Pamphilj così parlò ausrufezeichen. commenti (1)
Mine.
martedì, 30 giugno 2009, ore 19:40
Quando, in un solo giorno, accade che ottieni un sudatissimo 30 e lode per un esame in cui non te lo saresti mai potuto aspettare; concludi l'anno accademico con la lezione di violino più bella di tutta la vita, di quelle che ti aprono gli occhi, la testa, ma soprattutto il cuore; leggi il tuo nome al primo posto della graduatoria per le borse di studio agli studenti meritevoli...Non puoi non pensare che sia decisamente il tuo giorno fortunato. E si ritorna in salita, verso traguardi sempre più alti, ma pur sempre lontani, con una ritrovata voglia di mettersi in gioco e le redini di nuovo saldamente strette tra le dita. Sento che mi sto riappropriando di tutto ciò di cui credevo aver preso il controllo, e finalmente riesco a scorgere qualcosa oltre i contorni sfocati dei fotogrammi sconnessi che non riuscivo più a riconoscere come vita. Tutto è nelle mie mani, e non c'è niente di più bello che poterlo condividere con chi mi sta intorno e gioisce incondizionatamente dei miei sorrisi, pur potendo gelosamente custodire tutto questo come solo ed esclusivamente mio.
così parlò ausrufezeichen. commenti
Poco o nulla da aggiungere
sabato, 13 giugno 2009, ore 11:30
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All good things come to an end
martedì, 02 giugno 2009, ore 10:54
Al di là di quali vie percorra o di quanto tempo impieghi perchè accada, la verità alla fine viene sempre a galla. Poco importa che ci sforziamo inconsapevolmente di imprimere a fuoco sulla pelle delle maschere perfette con cui ingannare lei e offrire a noi stessi un rifugio impenetrabile: arriverà, impietoso, il momento di fare i conti con quanto di più autentico bisbiglino sommessamente le pieghe più profonde dell'anima. E quando il cuore smette di parlare in sordina, è impossibile far finta di non saperlo ascoltare. Non mi dilungherò troppo sul come, il quando o il perché qualcosa si sia incrinato a tal punto da farmi prendere una decisione che già da qualche tempo mi ronzava in testa e che non ho più potuto ignorare. Anche le cose belle giungono ad una fine, e mi piace pensare che forse sia meglio che questo accada quando conservano ancora un debole alone di magia, piuttosto che nel momento in cui si è distrutto anche tutto ciò che di buono era stato costruito in passato. E' dura accettare - soprattutto con se stessi - che un amore finisca, e sentirlo lentamente ma inesorabilmente perdere quota è un dolore martellante che, goccia dopo goccia, finisce per portarsi via ogni cosa, lasciando dentro poco più che un grande senso di vuoto e smarrimento. Restano a colorare le pagine di ciò che è già divenuto passato soltanto i ricordi, incancellabili ed insostituibili, che ci aiutano a guardare alla vita che verrà con occhi sempre nuovi e mai stanchi di stare a vedere cosa ci attende. E la certezza di non essere mai soli dona la forza per riuscire finalmente a far pace con i propri sentimenti. C'è bisogno di un grande coraggio per scegliere la via dell'incerto e lasciare in soffitta una normalità travestita da stabilità che appare ormai scolorita e offuscata dalla polvere, e anche stavolta credo che potrei non pentirmi di aver seguito il mio cuore. Ho ancora tanto da vivere, respirare e assaporare, che non posso più indugiare, rischiando di lasciare che mi sfugga per sempre. E guardare l'orizzonte lontano mentre percorro la mia strada non fa poi così tanta paura, anche adesso che nessuno è al mio fianco a tenermi per mano.
così parlò ausrufezeichen. commenti (3)
Awakenings
lunedì, 11 maggio 2009, ore 02:05
E' primavera, finalmente. Il mio blog - e non solo - ha bisogno di (ri)cominciare a vivere. Mi aggiro per casa con un’incontrollabile voglia di fare, una di quelle che possono venirmi solo quando la luna piena è alta in cielo già da un pezzo e il caos dentro di me cerca di straripare dai deboli argini del silenzio della notte. Mi risveglio dopo un inverno che sembrava non voler più finire, appesantita, goffa e stanca, ma un’irresistibile brama di vita mi accende di una luce che voglio non si affievolisca al prossimo sorgere del sole. Da giorni sento l’esigenza di un cambiamento, di una svolta che possa davvero segnare un nuovo inizio, che mi aiuti una volta per tutte a liberare quanto di meglio possiedo e che attende gli si apra uno spiraglio per ritrovare la libertà. C’è una parte di me che ancora non conosco, ma che sento potrebbe dare a me e agli altri cose straordinarie se solo non la ostacolassi, con i miei stupidi timori e le mie smanie di perfezione, nel mostrarsi in tutta la sua bellezza. E mi chiedo continuamente che cosa io stia aspettando per far sì che le cose vadano come voglio, perché so bene che dipende solo da me, qui ed ora, ciò che posso scegliere di essere o di diventare. Mi capita troppo spesso di retrocedere sullo sfondo, mentre il tempo vola via inafferrabile, e di sentirmi una spettatrice della mia vita piuttosto che protagonista, osservandola fin nei minimi dettagli per cercare fuori di me quel particolare, quella impercettibile sfumatura che mi manca per fare di me “qualcuno”, perché possa capire davvero chi sono e dove voglio andare. Mi perdo tra i pensieri, mi confondo tra la gente, smetto di credere che essere né più né meno di ciò che già sono potrebbe voler dire aver trovato la strada giusta da intraprendere. E soltanto per brevissimi istanti mi rendo conto di quanto il mio modo di fare sia sbagliato. Penso a tutto questo mentre Geri Allen e il suo trio sono davanti ai miei occhi, dentro le mie orecchie e mi fanno andare il respiro a tempo con le loro note, mentre quella forza della natura di Maurice Chestnut compie la magia di trasformare ogni cellula del suo corpo in ritmo allo stato puro. E’ curioso come sia sempre la Musica a risvegliare in me i moti più tumultuosi; lei che non smette mai di essere, mio malgrado, il perché di tutto ciò che mi scorre sotto la pelle. Lei che potrebbe darmi gioia e liberazione se solo la accettassi come ragione e regola delle mie giornate, ma che mi provoca molto più spesso dolore e frustrazione perché non riesce ad imporsi sull’indolenza e il senso di colpa che la tengono prigioniera. Lei che mi fa stare sveglia di notte, rubandomi l’energia che potrei - e dovrei - dedicarle di giorno; lei che mi inganna, facendomi credere di poterne non avere costantemente e disperatamente bisogno, e mi mostra la verità per attimi così effimeri da non lasciarne traccia nel più remoto ricordo. La verità è che, quando mi sarò finalmente svegliata dal torpore di cui sono schiava, guarderò ai miei 8 esami da superare, al presunto saggio di violino alle porte, alla Capitale che mi circonda con i suoi mille volti nascosti, alle amicizie, all’amore, al centinaio scarso di mattonelle su cui ho scelto di costruire, ramoscello dopo ramoscello, il mio nido… a queste e a tante altre cose, non più come sfocati fotogrammi che mi scorrono davanti e affollano i pensieri, ma come opportunità che non ritornano e che non posso permettermi di rimpangere, un giorno, di non aver afferrato. così parlò ausrufezeichen. commenti
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Veronique, c'est moi
Sono io. Non posso essere altrimenti che così e per alcuni versi ne vado fiera. Perché nel mondo di sterili ed apatici scheletri senza volto e senza nome in cui viviamo, sono contenta di avere una personalità, seppure inevitabilmente imperfetta e soggetta all’errore. Due o tre cose che so di me: amo l’Arte nella sua più profonda essenza, suono il violino da quando avevo 4 anni e desidero con tutta me stessa che la Musica non smetta mai di essere il motore della mia esistenza. Innamorata della vita, dell’Amore, della mia famiglia, della cultura, ho dei valori nei quali non mi sono ancora stancata di credere. L’ignoto mi attrae e spaventa allo stesso tempo, ma credo fermamente che proprio l’impossibilità di conoscere ciò che la vita ci riserva la renda davvero degna di essere vissuta.
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bloggometro
close your eyes and listen
qualche buon motivo
la mia mamma. la mia famiglia. l'Amicizia. la Musica. l'Arte, in ogni sua forma. le coccole! le sorprese. l'immensità di un cielo stellato. la voce del mare. le bolle di sapone. il profumo dei libri. viaggiare. il mio disOrdine. il silenzio della notte. le nuove idee.per amare questo mondo ![]() nuvole nere sul mio cielo
gli addii. l'ipocrisia. l'invidia. l'ignoranza. il mio orgoglio. le mie debolezze. la solitudine. la cecità dei normali. le formalità. avere paura. non poter dire ciò che penso. perdermi, in tutti i sensi.
scene di vita vissuta
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the pigs are coming
ringraziamenti
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